"Non ho voglia di vivere a lungo.
Quello che potevo fare di buono l’ho già fatto:
ho seminato fede e speranza per tanti anni.
Ho esortato al coraggio e alla pazienza un popolo
che se avesse avuto pazienza e coraggio non sarebbe finito così male.
Ho diffuso amore per idee buone e semplici.
Di più non potrò mai fare.
Ed è bene che uomini come me non raggiungano il successo.
Degli uomini come me si deve poter dire:
era fatto per i tempi duri e difficili,
era fatto per seminare e non per raccogliere,
era fatto per dare e non per prendere.
Vorrei tanto che, quando non ci sarò più,
si dicesse di me quello che Dante disse di Virgilio:
facesti come colui che cammina di notte,
e porta un lume dietro di sé, e con quel lume non aiuta se stesso.
Egli cammina al buio,
si apre la strada nel buio ma dietro di sé illumina gli altri."
sabato 19 febbraio 2011
lunedì 14 febbraio 2011
IL WI-FI IN PIAZZA
Aspettando che la verifica finisca e spero il prima possibile, perchè ormai comincio a essere sofferente per questa situazione, vi passo una bella notizia.
Gravina ha partecipato ad un progetto della Wired per dotare una piazza della nostra città di rete wi-fi gratuita. Infatti il progetto della Wired prevede che, in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia, in 150 piazze di 150 comuni, sia istallata una rete wi-fi totalmente gratuita.
Io credo che questa sia una bella notizia, a passo con i tempi, e che proietta Gravina, non dico nel futuro, ma almeno nel presente. Spero che la piazza che si andrà ad individuare, sarà nel centro storico, in modo da incentivare i giovani a frequentare maggiormente il centro storico, soprattutto adesso che stanno per arrivare le belle giornate.
Adesso aspetto dei commenti su questa notizia!!!
giovedì 10 febbraio 2011
REVOCA DELLA GIUNTA
Nella giornata di oggi, con decreto n° 6, il Sindaco Divella ha revocato l'intera Giunta.
Voglio esprimere pubblicamente, la condivisione di questa scelta, che pone le basi giuste per uscire più forti e più coesi da questa verifica.
Dopo circa 18 mesi, in cui ci sono stati alti e bassi, è giusto fermarsi e mettere appunto le cose che non sono andate come avremmo voluto. Politicamente trovo giusto che in questo momento si dia un segno forte di discontinuità, anche se dovesse interessare un cambio di persone, e quindi trovo giusto che si approfondiscano i progetti in cantiere, che in maniera condivisa si mettano giù ulteriori idee e progetti. Io credo che tutto questo servirà per ridare lustro e slancio ad una azione di governo più incisiva, più mirata e più condivisa possibile.
Spero che da questo azzeramento, possa nascere una Giunta operativa, trasparente, competente e che sappia coinvolgere sia i Consiglieri Comunali, sia la società civile, affinchè ci sia un modo nuovo di concepire l'amministrazione pubblica, spero, inoltre, che le persone individuate dal Sindaco, rivestano il compito con il massimo entusiasmo.
Inoltre credo che oggi più di ieri, sia importante coinvolgere direttamente i Consiglieri Comunali con compiti specifici, che il Sindaco deleghi alcuni impegni ai Consiglieri Comunali, perchè possano mettersi alla prova con delle tematiche specifiche, perchè possano dare il loro proficuo apporto.
Infine voglio rivolgere un invito al Sindaco, affinchè proceda nel più breve tempo possibile alla nomina della nuova Giunta, perchè Gravina ha bisogno di una amministrazione che lavora e che produce.
martedì 8 febbraio 2011
IL GIORNO DEL RICORDO
Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. È in quelle voragini dell’Istria che fra il 1943 e il 1947 sono gettati, vivi e morti, quasi diecimila italiani.
La prima ondata di violenza esplode subito dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano, affamano e poi gettano nelle foibe circa un migliaio di persone. Li considerano “nemici del popolo”. Ma la violenza aumenta nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’Istria. Le truppe del Maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. Lo racconta Graziano Udovisi, l’unica vittima del terrore titino che riuscì ad uscire da una foiba. È una carneficina che testimonia l’odio politico-ideologico e la pulizia etnica voluta da Tito per eliminare dalla futura Jugoslavia i non comunisti. La persecuzione prosegue fino alla primavera del 1947, fino a quando, cioè, viene fissato il confine fra l’Italia e la Jugoslavia. Ma il dramma degli istriani e dei dalmati non finisce.
A Trieste, a differenza delle altre città italiane, la liberazione alla fine della seconda guerra mondiale, è coincisa con l'inizio di un incubo: per quaranta giorni le truppe partigiane e comuniste del maresciallo Tito hanno imperversato a Trieste torturando, uccidendo e deportando migliaia di cittadini innocenti, o talvolta colpevoli solo di essere italiani o anticomunisti.
Anche questa, come quella delle Foibe, è una pagina dimenticata nella storia d'Italia. E' una pagina spesso dimenticata anche a Trieste: da chi la ha vissuta per il desiderio di cancellare il ricordo di un incubo.
A sessant'anni di distanza con queste parole si vuole far conoscere questa tragedia italiana a chi non ne ha mai sentito parlare, a chi sui libri di scuola non ha trovato il capitolo "foibe", a chi non ha mai avuto risposte alla domanda "cosa sono le foibe?".
Voglio ricordare, a chi già conosce la storia delle foibe, ai figli e ai nipoti di chi dalle terre d'Istria e di Dalmazia è dovuto fuggire, cacciato dalla furia slavo-comunista.
Voglio anche capire perchè, a guerra ormai finita, migliaia di persone hanno perso la vita per mano di partigiani comunisti e perchè, per sessant'anni, la storia d'Italia è stata parzialmente cancellata.
Già... perché?
venerdì 4 febbraio 2011
MEMORIA DI UN GRANDE POLITICO
l'8 febbraio del 1999 moriva Pinuccio Tatarella, il 'ministro dell'armonia', teorico del bipolarismo e traghettatore della destra italiana in un centro-destra di governo. A dodici anni dalla sua scomparsa, la Fondazione Italia Protagonista di Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa ricordano il politico e l'uomo Tatarella a Bari con Angiola Filipponio Tatarella e Francesco Amoruso. Domenica 6 febbraio al Terminal Crociere del Porto di Bari.
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