giovedì 16 dicembre 2010
SCONTRI NELLA CAPITALE
Uno degli eversivi arrestati pare che sia stato difeso da Mammina che e' pure avvocato......!?!
sti figli di buona famiglia!!!!!!!!!.
Parafrasando Pier Paolo Pasolini quando commento' gli scontri tra universitari e celerini a Roma negli anni sessanta: "i figli dei proletari sono i poliziotti. gli altri, sono figli di papa' che giocano.."
IL B DAY VISTO DAI GIORNALI
Corriere della Sera (Sergio Romano) - Berlusconi ha certamente vinto … Le dimissioni, se Berlusconi fosse stato costretto a presentarle, avrebbero permesso a Fini e a Casini di affrontare i negoziati per la formazione del nuovo governo da posizioni di forza. Il presidente del Consiglio si è impuntato, ha scatenato una sorta di controffensiva e ha segnato il punto. La vittoria non è travolgente, ma la sconfitta dei suoi avversari è indiscutibile. Fini, in particolare, dovrà chiedersi se la sua presenza al vertice della Camera non abbia contribuito a rendere la sua azione meno credibile e convincente …
Il Sole 24 Ore (Stefano Folli) - Sbaglia l'opposizione ad affermare che ieri alla Camera non è successo niente … Berlusconi ha conseguito un successo personale di cui è difficile non cogliere il risvolto politico. Ha sconfitto il rivale Gianfranco Fini, che ha avuto il coraggio di sfidarlo a viso aperto, ma anche la colpa di scegliere una strategia sbagliata. E oggi – secondo punto importante – il presidente del Consiglio può gestire da Palazzo Chigi la fase che si annuncia … Il vantaggio di Berlusconi consiste nell'aver dimostrato, grazie al voto di Senato e Camera, che non esiste in concreto alcuna alternativa di governo: esecutivo tecnico, di responsabilità nazionale, di armistizio o di transizione... Si è capito fin troppo bene che le varie opposizioni non sono oggi in grado di esprimere una prospettiva appena convincente … Quando il finiano Granata dice «da oggi renderemo la vita impossibile al cavaliere», non si rende conto di offrire al presidente del Consiglio e al suo alleato Bossi un ottimo motivo per portare dalla loro parte un certo numero di deputati di altre formazioni, oppure per chiedere lo scioglimento delle Camere …
Il Foglio (Giuliano Ferrara) - Chi ha organizzato la canaglia squadrista contro il Parlamento? Chi ha promosso i suoi slogan, oltre che i suoi pullman? Chi ha creato lo stato emotivo teppistico per un attacco a freddo alla vita democratica, mandando allo sbaraglio giovanotti attempati e carichi di libidine violenta? Queste sono le domande da farsi in queste ore. E le risposte non sono poi così difficili. I responsabili della guerriglia urbana, che per un miracolo non ha fatto vittime, e che si è accanita contro i simboli del vivere civile nella capitale della Repubblica, sono noti. Una sinistra imbevuta ormai di bolsa ma aggressiva retorica anti istituzionale, sulla scia di un ex poliziotto dalla vita difficile che lasciò tanti anni fa per una ambigua fuga verso la politica la magistratura, dopo aver contribuito in modo ancor oggi misterioso alla destabilizzazione della Repubblica dei partiti. E una borghesia priva di senno e di potere coesivo, che ha approntato il clima attraverso i suoi giornali, con una speciale menzione per la performance allarmistica e incitatoria del Corriere della Sera, che fingeva di scongiurare un clima giottino nel momento in cui 1o fomentava tra le righe.
Avvenire (Marco Tarquinio) - I conti alla fine sono tornati a Silvio Berlusconi e non a Gianfranco Fini. E il risultato è chiaro. Il presidente del Consiglio ha vinto, il suo antagonista presidente della Camera ha perso: nessun disarcionamento del premier, nessun ribaltone, nessuna crisi formalmente aperta … Il governo ha evitato una crisi al buio … E quest’Italia … avrebbe avuto e ha bisogno di tutto tranne che di una pesante precarizzazione del quadro di governo …
Italia Oggi (Sergio Soave) – …È facile descrivere la vittoria del premier come una vittoria di Pirro, come fanno i suoi avversari, ma in realtà quella che esce davvero sconfitta è la prospettiva di un ribaltone, che era di fatto alla base della scelta di presentare le mozioni di sfiducia … Quel che si voleva dimostrare con le mozioni di sfiducia era l'esistenza di una maggioranza alternativa almeno alla Camera, e questo obiettivo, che era soprattutto di Gianfranco Fini, è stato mancato … Il vero sconfitto di questa fase è il presidente della Camera …
La Stampa (Ugo Magri) - Fini voleva disarcionarlo, ha fallito. Adesso è Gianfranco a vedersela brutta, tanto da presidente della Camera … quanto da leader di un Fli che perde i pezzi …
Libero (Maurizio Belpietro) - Se avesse un briciolo di dignità, Gianfranco Fini non starebbe un minuto di più sulla poltrona di presidente della Camera. Se avesse davvero il senso dello Stato, tirerebbe la logica conseguenza di una sconfitta bruciante e inattesa. Se avesse la statura del leader, si renderebbe conto di aver trascinato l’istituzione che rappresenta in una lotta politica. Ma Gianfranco Fini non ha nulla di tutto ciò.
Il Riformista (Antonio Polito) - … Il voto di ieri alla Camera cambia le cose. E l’opposizione parlamentare … deve chiedersi perché il meglio congegnato attacco finora mai condotto a Silvio Berlusconi sia fallito. Lo sciocco ha la risposta pronta: abbiamo perso perché il Caimano si è comprato un pugno di deputati … c’è una ragione politica più profonda della sconfitta: ed è che la somma di coloro che volevano far fuori Berlusconi non è stata mai capace di indicare, nemmeno per grandi linee, con che cosa voleva sostituirlo. Il parlamento se ne è accorto, è scattato il si salvi chi può … Che cosa cambia dunque, per la sorte della legislatura, il voto di fiducia di ieri, seppur così risicato? Intanto cambia l’inerzia psicologica del duello tra Berlusconi e Fini: questa è la prima volta dall’estate del «che fai, mi cacci?», in cui è Fini a prendere una lezione di professionismo politico da Silvio, perdendo tre parlamentari per la strada, costretto stavolta lui a gridare al tradimento. Ma il voto di ieri cambia l’equazione anche in un senso più politico e importante, perché ha reso ancora più improbabile, e dunque ormai quasi impossibile, l’ipotesi che da questo parlamento possa uscire una maggioranza diversa da quella che si poggia su Berlusconi e Bossi …
La Stampa (La Jena) – La sinistra rassicurata nella sua identità: “E vai, abbiamo perso ancora”
Il Corriere della Sera (Massimo Franco) – Silvio Berlusconi … dopo avere umiliato Gianfranco Fini e il Fli nella resa dei conti parlamentare, ostenta calma e prudenza … È … cauto, quello che ieri ha presentato l'ultimo libro di Bruno Vespa: così cauto da non infierire sul presidente della Camera. Eppure, qualche punto fermo lo ha messo. Intanto, Berlusconi archivia qualunque alleanza con il Fli. Per lui il partito finiano non esiste più: possono esserci solo dei pentiti che ritornano nel Pdl. Secondo: l'asse con Umberto Bossi è più solido che mai. E il modo in cui il premier dice di discutere con Bossi lascia intuire un tandem convinto di rivincere le elezioni … Si è aperta una fase nuova, che il centrodestra sente di poter gestire con maggiore tranquillità, nonostante tutto.
La Nazione (Franco Cangini) – Mentre Fini declassa l’esito del voto a mero risultato aritmetico, appropriandosi della distinzione tra quantità e qualità del consenso cara al vecchio Pci … In Gran Bretagna, il premier ha il potere di ottenere lo scioglimento del Parlamento quando lo giudichi necessario e ne fa uso per tenere a freno ambizioni e riottosi … Il temperamento del combattente e l’alleanza della Lega, consentono adesso a Berlusconi un certo controllo sul suo destino …
Il Tempo (Mario Sechi) - Gianfranco Fini … ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare e invece di assaporare la vittoria, è stato segnato dalla sconfitta … Se avesse un po' di coerenza e rispetto per la carica istituzionale che ricopre, dovrebbe dimettersi. …Invece no. Ancora ieri s'è premurato di informare gli italiani che assistevano alla sua Caporetto che mai e poi mai lascerà lo scranno di Montecitorio… Berlusconi ha vinto la seconda battaglia (la prima era quella del 29 settembre) sul voto di fiducia e in due mesi ha incassato il semaforo verde per il suo governo. Sono fatti che pesano come macigni sulla vita politica … Fini si è autoscaraventato nel cono d'ombra dell'opposizione dura e pura e da questo momento è in un pollaio pieno di galli gelosissimi l'uno dell'altro …Fini può dare più fastidio a Bersani e Di Pietro che a Berlusconi.
La Stampa (Fabio Martini) – Fini si era votato ad una missione: “uccidere” politicamente Berlusconi. Tanto è vero che nelle ultime settimane, da presidente della Camera, non aveva esitato a prodursi in una escalation di esternazioni poco istituzionali e molto esplicite. E ora che l’assalto è fallito? …
Il Riformista (Tommaso Labate) - … A Gianfranco, la sconfitta di ieri fa male. Soprattutto perché sono state “futuriste” le defezioni che hanno consentito al blocco piedellin-leghista di sopravvive alle forche caudine della Camera … Fini ci mette un po’ a metabolizzare la sconfitta che lui stesso è costretto a decretare leggendo l’esito del voto alla Camera …
Italia Oggi (Pierluigi Magnaschi) - La gioiosa macchina da guerra di Gianfranco Fini si è infranta sul voto di sfiducia. Il bilancio politico di questa battaglia personalistica (vai via tu, che mi ci metto io) è catastrofico per il leader dei futuristi. In un paese normale (ma l'Italia non lo è) chiunque si dimetterebbe. Fini ha sbagliato tutte le mosse. …
Il Corriere della Sera (Francesco Verderami) - … Senza un accordo tra il Cavaliere e l’Udc non resterebbero però che le elezioni. Ecco perché il premier può contare su autorevoli sponsor, pronti a soccorrerlo nell’operazione. A parte il Quirinale, il fronte ostile alle urne comprende il mondo dell’impresa e del lavoro, spazia dal segretario della Cisl Bonanni alla presidente di Confindustria Mercegaglia, che ieri sottolienava che “per governare il Paese e varare le riforme serve una maggioranza significativa”…
Il Secolo d’Italia (Flavia Perina) - … Il solo dato "che consola" in questa giornata è l'essersi smarcati, ora e per sempre, da un Pdl che persino nel momento della vittoria è incapace di mostrarsi all'altezza di un qualsiasi centrodestra occidentale e di guardare oltre il proprio ombelico.
Il Sole 24 Ore (Stefano Folli) - Sbaglia l'opposizione ad affermare che ieri alla Camera non è successo niente … Berlusconi ha conseguito un successo personale di cui è difficile non cogliere il risvolto politico. Ha sconfitto il rivale Gianfranco Fini, che ha avuto il coraggio di sfidarlo a viso aperto, ma anche la colpa di scegliere una strategia sbagliata. E oggi – secondo punto importante – il presidente del Consiglio può gestire da Palazzo Chigi la fase che si annuncia … Il vantaggio di Berlusconi consiste nell'aver dimostrato, grazie al voto di Senato e Camera, che non esiste in concreto alcuna alternativa di governo: esecutivo tecnico, di responsabilità nazionale, di armistizio o di transizione... Si è capito fin troppo bene che le varie opposizioni non sono oggi in grado di esprimere una prospettiva appena convincente … Quando il finiano Granata dice «da oggi renderemo la vita impossibile al cavaliere», non si rende conto di offrire al presidente del Consiglio e al suo alleato Bossi un ottimo motivo per portare dalla loro parte un certo numero di deputati di altre formazioni, oppure per chiedere lo scioglimento delle Camere …
Il Foglio (Giuliano Ferrara) - Chi ha organizzato la canaglia squadrista contro il Parlamento? Chi ha promosso i suoi slogan, oltre che i suoi pullman? Chi ha creato lo stato emotivo teppistico per un attacco a freddo alla vita democratica, mandando allo sbaraglio giovanotti attempati e carichi di libidine violenta? Queste sono le domande da farsi in queste ore. E le risposte non sono poi così difficili. I responsabili della guerriglia urbana, che per un miracolo non ha fatto vittime, e che si è accanita contro i simboli del vivere civile nella capitale della Repubblica, sono noti. Una sinistra imbevuta ormai di bolsa ma aggressiva retorica anti istituzionale, sulla scia di un ex poliziotto dalla vita difficile che lasciò tanti anni fa per una ambigua fuga verso la politica la magistratura, dopo aver contribuito in modo ancor oggi misterioso alla destabilizzazione della Repubblica dei partiti. E una borghesia priva di senno e di potere coesivo, che ha approntato il clima attraverso i suoi giornali, con una speciale menzione per la performance allarmistica e incitatoria del Corriere della Sera, che fingeva di scongiurare un clima giottino nel momento in cui 1o fomentava tra le righe.
Avvenire (Marco Tarquinio) - I conti alla fine sono tornati a Silvio Berlusconi e non a Gianfranco Fini. E il risultato è chiaro. Il presidente del Consiglio ha vinto, il suo antagonista presidente della Camera ha perso: nessun disarcionamento del premier, nessun ribaltone, nessuna crisi formalmente aperta … Il governo ha evitato una crisi al buio … E quest’Italia … avrebbe avuto e ha bisogno di tutto tranne che di una pesante precarizzazione del quadro di governo …
Italia Oggi (Sergio Soave) – …È facile descrivere la vittoria del premier come una vittoria di Pirro, come fanno i suoi avversari, ma in realtà quella che esce davvero sconfitta è la prospettiva di un ribaltone, che era di fatto alla base della scelta di presentare le mozioni di sfiducia … Quel che si voleva dimostrare con le mozioni di sfiducia era l'esistenza di una maggioranza alternativa almeno alla Camera, e questo obiettivo, che era soprattutto di Gianfranco Fini, è stato mancato … Il vero sconfitto di questa fase è il presidente della Camera …
La Stampa (Ugo Magri) - Fini voleva disarcionarlo, ha fallito. Adesso è Gianfranco a vedersela brutta, tanto da presidente della Camera … quanto da leader di un Fli che perde i pezzi …
Libero (Maurizio Belpietro) - Se avesse un briciolo di dignità, Gianfranco Fini non starebbe un minuto di più sulla poltrona di presidente della Camera. Se avesse davvero il senso dello Stato, tirerebbe la logica conseguenza di una sconfitta bruciante e inattesa. Se avesse la statura del leader, si renderebbe conto di aver trascinato l’istituzione che rappresenta in una lotta politica. Ma Gianfranco Fini non ha nulla di tutto ciò.
Il Riformista (Antonio Polito) - … Il voto di ieri alla Camera cambia le cose. E l’opposizione parlamentare … deve chiedersi perché il meglio congegnato attacco finora mai condotto a Silvio Berlusconi sia fallito. Lo sciocco ha la risposta pronta: abbiamo perso perché il Caimano si è comprato un pugno di deputati … c’è una ragione politica più profonda della sconfitta: ed è che la somma di coloro che volevano far fuori Berlusconi non è stata mai capace di indicare, nemmeno per grandi linee, con che cosa voleva sostituirlo. Il parlamento se ne è accorto, è scattato il si salvi chi può … Che cosa cambia dunque, per la sorte della legislatura, il voto di fiducia di ieri, seppur così risicato? Intanto cambia l’inerzia psicologica del duello tra Berlusconi e Fini: questa è la prima volta dall’estate del «che fai, mi cacci?», in cui è Fini a prendere una lezione di professionismo politico da Silvio, perdendo tre parlamentari per la strada, costretto stavolta lui a gridare al tradimento. Ma il voto di ieri cambia l’equazione anche in un senso più politico e importante, perché ha reso ancora più improbabile, e dunque ormai quasi impossibile, l’ipotesi che da questo parlamento possa uscire una maggioranza diversa da quella che si poggia su Berlusconi e Bossi …
La Stampa (La Jena) – La sinistra rassicurata nella sua identità: “E vai, abbiamo perso ancora”
Il Corriere della Sera (Massimo Franco) – Silvio Berlusconi … dopo avere umiliato Gianfranco Fini e il Fli nella resa dei conti parlamentare, ostenta calma e prudenza … È … cauto, quello che ieri ha presentato l'ultimo libro di Bruno Vespa: così cauto da non infierire sul presidente della Camera. Eppure, qualche punto fermo lo ha messo. Intanto, Berlusconi archivia qualunque alleanza con il Fli. Per lui il partito finiano non esiste più: possono esserci solo dei pentiti che ritornano nel Pdl. Secondo: l'asse con Umberto Bossi è più solido che mai. E il modo in cui il premier dice di discutere con Bossi lascia intuire un tandem convinto di rivincere le elezioni … Si è aperta una fase nuova, che il centrodestra sente di poter gestire con maggiore tranquillità, nonostante tutto.
La Nazione (Franco Cangini) – Mentre Fini declassa l’esito del voto a mero risultato aritmetico, appropriandosi della distinzione tra quantità e qualità del consenso cara al vecchio Pci … In Gran Bretagna, il premier ha il potere di ottenere lo scioglimento del Parlamento quando lo giudichi necessario e ne fa uso per tenere a freno ambizioni e riottosi … Il temperamento del combattente e l’alleanza della Lega, consentono adesso a Berlusconi un certo controllo sul suo destino …
Il Tempo (Mario Sechi) - Gianfranco Fini … ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare e invece di assaporare la vittoria, è stato segnato dalla sconfitta … Se avesse un po' di coerenza e rispetto per la carica istituzionale che ricopre, dovrebbe dimettersi. …Invece no. Ancora ieri s'è premurato di informare gli italiani che assistevano alla sua Caporetto che mai e poi mai lascerà lo scranno di Montecitorio… Berlusconi ha vinto la seconda battaglia (la prima era quella del 29 settembre) sul voto di fiducia e in due mesi ha incassato il semaforo verde per il suo governo. Sono fatti che pesano come macigni sulla vita politica … Fini si è autoscaraventato nel cono d'ombra dell'opposizione dura e pura e da questo momento è in un pollaio pieno di galli gelosissimi l'uno dell'altro …Fini può dare più fastidio a Bersani e Di Pietro che a Berlusconi.
La Stampa (Fabio Martini) – Fini si era votato ad una missione: “uccidere” politicamente Berlusconi. Tanto è vero che nelle ultime settimane, da presidente della Camera, non aveva esitato a prodursi in una escalation di esternazioni poco istituzionali e molto esplicite. E ora che l’assalto è fallito? …
Il Riformista (Tommaso Labate) - … A Gianfranco, la sconfitta di ieri fa male. Soprattutto perché sono state “futuriste” le defezioni che hanno consentito al blocco piedellin-leghista di sopravvive alle forche caudine della Camera … Fini ci mette un po’ a metabolizzare la sconfitta che lui stesso è costretto a decretare leggendo l’esito del voto alla Camera …
Italia Oggi (Pierluigi Magnaschi) - La gioiosa macchina da guerra di Gianfranco Fini si è infranta sul voto di sfiducia. Il bilancio politico di questa battaglia personalistica (vai via tu, che mi ci metto io) è catastrofico per il leader dei futuristi. In un paese normale (ma l'Italia non lo è) chiunque si dimetterebbe. Fini ha sbagliato tutte le mosse. …
Il Corriere della Sera (Francesco Verderami) - … Senza un accordo tra il Cavaliere e l’Udc non resterebbero però che le elezioni. Ecco perché il premier può contare su autorevoli sponsor, pronti a soccorrerlo nell’operazione. A parte il Quirinale, il fronte ostile alle urne comprende il mondo dell’impresa e del lavoro, spazia dal segretario della Cisl Bonanni alla presidente di Confindustria Mercegaglia, che ieri sottolienava che “per governare il Paese e varare le riforme serve una maggioranza significativa”…
Il Secolo d’Italia (Flavia Perina) - … Il solo dato "che consola" in questa giornata è l'essersi smarcati, ora e per sempre, da un Pdl che persino nel momento della vittoria è incapace di mostrarsi all'altezza di un qualsiasi centrodestra occidentale e di guardare oltre il proprio ombelico.
mercoledì 15 dicembre 2010
ORA COMINCIA UN'ALTRA STORIA
Doveva essere l’ultima spallata al governo Berlusconi. Quella che l’avrebbe precipitato nel baratro aperto dalle solite talpe sotto il terreno del centrodestra. La rivincita della sinistra, attraverso il connubio corrosivo tra l’ambizione frustrata e lo spirito di fazione. Invece, Berlusconi ha vinto. Non fuggiasco dal campo, come l’ostinato bluff dei prevaricatori gli intimava di fare, ma prevalso nella conta dei voti. “Vittoria di Pirro”, peggiore di una sconfitta, per l’arrogante Bersani. In realtà, una vittoria del metodo democratico, e l’inizio di una nuova storia.
La conferma del governo, tanto al Senato (con larga maggioranza) quanto alla Camera (di stretta misura), rimette in carreggiata la politica e dà un’occasione a quel che resta della legislatura. Il ricorso alle elezioni anticipate non è né desiderabile - poiché la tempesta finanziaria globale invita a una stabilità operosa - né inevitabile.
Nemmeno la Lega è così ansiosa di mettere all’incasso i suoi crediti da non essere disponibile al patto per le riforme proposto dal premier per dare un senso compiuto, nell’interesse del Paese, al secondo tempo della legislatura. Una decisiva prova d’appello attende tutti i moderati, quali che siano state le scelte che hanno messo a repentaglio la formula di governo, per riunificare la rappresentanza della maggioranza elettorale e allargarla senza confini che non siano quelli stabiliti dall’interesse nazionale.
La tenace resistenza opposta da Berlusconi a intimidazioni e allettamenti salva da se stessa anche l’opposizione di sinistra. Il Partito democratico era sul punto di lasciarsi trascinare in una crisi al buio, a cui non era stato in grado di dare l’orientamento di una proposta di soluzione. Indeciso a tutto: perfino in tema di una riforma della legge elettorale, che lo ha visto pronto a reclamare soluzioni su cui il suo stesso gruppo dirigente è in disaccordo.
Adesso la sinistra ha l’opportunità di fare i conti con se stessa e di dare un qualche senso alla pretesa di essere considerata forza di cambiamento. Se la sua scelta fosse invece “la guerra continua”, per continuare ad occultare la propria inconsistenza dietro lo schermo dell’antiberlusconismo, spinto fino al demenziale incitamento all’interferenza della Procura di Roma nel voto di fiducia al governo, si assumerebbe la responsabilità delle conseguenze.
La continuità della legislatura non può risolversi nel sabotaggio dell’interesse nazionale, nel blocco degli ingranaggi della politica. Chi determina le condizioni dell’appello agli elettori non ha il diritto di lamentarsi delle conseguenze.
martedì 14 dicembre 2010
IL RIASSUNTO DELLA GIORNATA ODIERNA PARLAMENTARE
lunedì 13 dicembre 2010
VENDOLA............. NO GRAZIE!!!
Tagli a sanità, servizi sociali, agricoltura, politiche giovanili, ma non alla «comunicazione istituzionale». Sfondamento ripetuto del «patto di stabilità». Record nazionale per la perdita di occupazione. Rinuncia agli investimenti più produttivi e agevolazioni soltanto per quelli di «immagine» (eolico e fotovoltaico) con una demagogica politica pseudo-ambientalista. Approvazione sistematica di provvedimenti contrastanti con le normative nazionali, regolarmente annullati dalla Corte costituzionale. Questa è la Puglia dopo sei anni con Nichi Vendola alla guida. Una regione in pesantissima crisi, abbandonata dal governatore che la usa come trampolino verso la leadership nazionale della sinistra grazie a un accorto uso dei media. Non a caso, le risorse destinate al culto della personalità vendoliana, cioè comunicazione istituzionale ed effimero (come Apulia Film Commission o Teatro pubblico pugliese), sono scampate alla falcidie.
I tagli portano la data del 15 marzo scorso. In piena campagna elettorale, con giornali e tv concentrati sui comizi e molto prima della Finanziaria di Tremonti, avendo sfondato il «patto di stabilità» per la terza volta in quattro anni, il Robin Hood alla rovescia ha fatto approvare alla chetichella la delibera numero 658 (lunga ben 43 pagine del Bollettino ufficiale della regione Puglia n. 59 del 31 marzo 2010) che tagliava 283 milioni di euro dal trionfalistico bilancio pre-elettorale approvato a fine 2009. Dopo la rielezione si è aggiunta la chiusura della cassa regionale, con il rischio - tra gli altri - di dover restituire i fondi comunitari. Alle imprese creditrici e aggiudicatarie di incentivi è stata concessa una sorta di «pagherò» che consente di cedere i crediti alle banche. Ai soggetti non imprenditoriali, nemmeno quelli.
Nel settore sociale la mannaia ha colpito ovunque. Decimato il fondo a sostegno dei non autosufficienti e nuclei familiari appena istituito. Azzerati i fondi per l’occupazione dei disabili (meno 2,5 milioni di euro) e il sostegno ai dislessici (meno 150mila euro). Cancellati gli stanziamenti ai Comuni per gli affitti (meno 26 milioni). Ridotti i contributi per i libri di testo, gli asili, l’università della terza età. Falcidiati il Fondo globale per i servizi socio assistenzali (meno 9,8 milioni), il cofinanziamento del piano socio assistenziale (meno 32 milioni), i programmi per la non autosufficienza e le nuove povertà (meno 13 milioni) e l’integrazione scolastica dei disabili, l’assistenza domiciliare. Azzerati i capitoli di bilancio relativi alle attività sportive giovanili e promozionali e gli interventi per l’impiantistica sportiva.
Vendola ha usato la mano pesante anche sull’agricoltura: le riduzioni hanno toccato i consorzi di bonifica (tagliati 8 milioni), il programma di sviluppo rurale (meno 6 milioni), le emergenze fitosanitarie, gli agrumeti infetti dal virus Ctv, il piano di difesa delle colture, i controlli sul bestiame, la valorizzazione dei prodotti tipici, la gestione faunistico-ambientale, il marketing agricolo.
Il piano di rientro sanitario prevede di mantenere 19 ospedali con 2.200 posti-letto, l’inasprimento dei ticket, il blocco del turn-over per medici e infermieri, il massacro della sanità privata. Se il governo non avesse accettato il piano di rientro sbloccando 500 milioni di euro, Vendola non avrebbe potuto pagare gli stipendi al personale sanitario. Tuttavia, mentre tagliava la sanità, l’uomo nuovo della sinistra italiana trasferiva ope legis 8mila dipendenti di cooperative private a società della regione con cui sotto elezioni aveva concordato una gigantesca operazione clientelar-elettorale.
La Puglia di Vendola detiene il record nazionale di perdita di occupazione negli ultimi due anni, cioè con l’entrata a regime delle politiche anti-industriali. Secondo Bankitalia, ha perso il 3,6 per cento di posti di lavoro rispetto a una media nazionale dell’1,6). A fronte di questo disastro sociale, Vendola attua uno scientifico respingimento non dei clandestini, ma degli investimenti: l’ultima grande azienda impiantatasi in Puglia è stata l’Alenia a Grottaglie, frutto della battaglia di Fitto contro Bassolino. No alle centrali, ai rigassificatori, ai termovalorizzatori; ostacoli all’Ilva, che occupa (compreso l’indotto) 20mila persone e rappresenta il 75 per cento del pil di Taranto.
I 14 parchi naturali istituiti di fatto hanno confiscato mezza Puglia: privati dell’intervento dell’uomo, questi intoccabili santuari di un falso ambientalismo sono abbandonati e degradati. E intanto il paesaggio agricolo viene devastato dal far west di pannelli fotovoltaici e pale eoliche, che coprono appena qualche «zero virgola» del fabbisogno energetico, mentre il «piano-casa» governativo è stato svuotato da una legge regionale farcita di vincoli e divieti.
L’ultimo fronte del disastro vendoliano è l’impressionante sequela di leggi regionali annullate dalla Corte costituzionale su temi forti di propaganda, come il nucleare, l’acqua, le assunzioni in sanità, le energie alternative. Vendola ha addirittura costituito in giudizio la Regione davanti alla Corte in appoggio al ricorso di otto suoi candidati non eletti. Un’istituzione che dovrebbe essere neutrale scende invece in campo per fare eleggere uomini del governatore scavalcando una legge elettorale già largamente criticata per essere «troppo maggioritaria».
da il Giornale
domenica 12 dicembre 2010
SUL VOTO DI FIDUCIA DEL 14/12/2010
Berlusconi: sul voto sono sereno
“Sul voto di martedì sono sereno, non penso che siano molti che vogliano tradire gli elettori”. Lo afferma il presidente del Consiglio Berlusconi in collegamento telefonico con una iniziativa organizzata a Verona dal parlamentare del Pdl Aldo Brancher. Il premier sottolinea che “è irresponsabile aprire la crisi in un momento così delicato. Sono sicuro che il 14 avremo la fiducia in entrambe le Camere. Stiamo lavorando al fine di evitare che si apra una crisi irresponsabile per il Governo in un momento così delicato e per continuare a lavorare per il bene del Paese, come abbiamo fatto finora”.
E aggiunge: “penso che non saranno in molti a tradire il voto degli elettori, sarebbe una cosa grave. Noi abbiamo portato in politica una moralità nuova, con un programma definito, alleanze certe e il nome certo del Presidente del Consiglio. I tradimenti che erano stati ventilati sembra non siano tali da non consentirci di avere la maggioranza”.
Il Premier ricorda gli impegni del suo governo: “Federalismo fiscale, sicurezza dei cittadini, contrasto dell’immigrazione dall’Africa, e più in generale e clandestina, piano per il Sud, la riforma tributaria per i lavoratori, e riforma della giustizia. Su questi temi ci si deve esercitare in Parlamento. Noi al governo abbiamo già fatto la nostra parte”.
E ribadisce che “aprire una crisi in questo momento, non ha senso quando tutto ciò che abbiamo fatto è stato plaudito dagli organismi internazionali a cominciare dal Fondo Monetario Internazionale, e dalle società di rating che hanno confermato il giudizio di tre A all’Italia a condizione che si confermi la stabilità del Governo. E questa è condizione indispensabile per non cadere nella morsa della speculazione, come è già avvenuto in Grecia e in Irlanda con i risultati che abbiamo visto e con il rischio – conclude - che possa avvenire anche in Portogallo”.
..............Speriamo bene!!!!!
“Sul voto di martedì sono sereno, non penso che siano molti che vogliano tradire gli elettori”. Lo afferma il presidente del Consiglio Berlusconi in collegamento telefonico con una iniziativa organizzata a Verona dal parlamentare del Pdl Aldo Brancher. Il premier sottolinea che “è irresponsabile aprire la crisi in un momento così delicato. Sono sicuro che il 14 avremo la fiducia in entrambe le Camere. Stiamo lavorando al fine di evitare che si apra una crisi irresponsabile per il Governo in un momento così delicato e per continuare a lavorare per il bene del Paese, come abbiamo fatto finora”.
E aggiunge: “penso che non saranno in molti a tradire il voto degli elettori, sarebbe una cosa grave. Noi abbiamo portato in politica una moralità nuova, con un programma definito, alleanze certe e il nome certo del Presidente del Consiglio. I tradimenti che erano stati ventilati sembra non siano tali da non consentirci di avere la maggioranza”.
Il Premier ricorda gli impegni del suo governo: “Federalismo fiscale, sicurezza dei cittadini, contrasto dell’immigrazione dall’Africa, e più in generale e clandestina, piano per il Sud, la riforma tributaria per i lavoratori, e riforma della giustizia. Su questi temi ci si deve esercitare in Parlamento. Noi al governo abbiamo già fatto la nostra parte”.
E ribadisce che “aprire una crisi in questo momento, non ha senso quando tutto ciò che abbiamo fatto è stato plaudito dagli organismi internazionali a cominciare dal Fondo Monetario Internazionale, e dalle società di rating che hanno confermato il giudizio di tre A all’Italia a condizione che si confermi la stabilità del Governo. E questa è condizione indispensabile per non cadere nella morsa della speculazione, come è già avvenuto in Grecia e in Irlanda con i risultati che abbiamo visto e con il rischio – conclude - che possa avvenire anche in Portogallo”.
..............Speriamo bene!!!!!
sabato 11 dicembre 2010
I PUNTI FORTI DELLA PISCINA COMUNALE
Nel consiglio comunale del 29/11/2010 Gravina ha vissuto una giornata "storica", perchè si è approvata la piscina comunale, o più precisamente la convenzione.
La convenzione è lo strumento che regolerà i rapporti del Comune con l' A.T.I. construttrice e gerente. Questa convenzione è stata oggetto di attenzione e di approfondimento, anche e sopratutto della Commissione Sport che ho l'onore di presiedere.
Frutto di questo lavoro sono state le modifiche alla convenzione proposte al Consiglio Comunale, accettate e votate tutte. Infatti la Commissione Sport ha proposto di inserire nella convenzione:
- La cessione del concessionario al Comune di 40 abbonamenti, e che il Comune si impegna a destinare alle famiglie meno abbienti;
- L'impegno del concessionario ad adottare sconti per i diversamenti abili;
- L'impegno del concessionario a stipulare gli abbonamenti per le scolaresche negli orari mattutini, con prezzi che si limitano ai soli costi di gestione, rinvenienti dal busines plan già presentato agli atti;
- La fideusione inizialmente prevista per il 100% dell'importo, è stata ridotta al 70% dell'importo richiesto a finanziamento;
- L'inserimento di un articolo, che dice in maniera chiara ed inequivocabile che la chiusura del solo impianto natatorio, per un periodo superiore ai 60 gg., è motivo di decadenza della concessione.
Il lavoro svolto, è solo l'inizio di un percorso, perchè sono convinto che è importante l'approvazione, ma più importante sarà l'ultimazione dei lavori, e quindi l'uso della struttura.
Quindi l'impegno, che sento di poter prendere, e del quale caricherò la Commissione Sport, sarà il controllo e il rispetto della tempistica dettata dal cronoprogramma, perchè Gravina possa, verosimilmente, avere una piscina per l'estate 2012.
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