“L’operazione di Marchionne, per adeguare il gruppo Fiat a una capacità competitiva globale, si sta concretizzando e mi sembra che sia l’unica via per poter riportare il prestigioso e importantissimo marchio del nostro paese a competere con i colossi mondiali”. Lo afferma il senatore del Popolo della Libertà, Gianpiero Cantoni, all’esordio in Borsa di Fiat auto e Fiat group, sottolineando che la scissione voluta dall’amministratore delegato risponde alle “più moderne linee di strategia comportamentali alle quali mi auguro i sindacati, e in modo particolare Fiom, capiscano che è l’unica via per salvaguardare i posti di lavoro e puntare al rilancio mondiale”.
Quanto alle dichiarazioni di Marchionne sull’uscita “possibile ma non probabile” del gruppo torinese dall’organizzazione degli industriali, secondo Cantoni la Fiat “non uscirà da Confindustria, perché non ha alcuna convenienza nel perdere una radicalizzazione nel paese, che ha dato enormi vantaggi al colosso automobilistico. Fiat - aggiunge l’esponente del PdL - ha anche dei doveri verso il paese, che l’ha sostenuta per molti decenni. Marchionne è una persona intelligente e capace, ne prenderà atto”.
Cantoni sottolinea quindi la necessità di giungere a un’intesa con tutto il mondo sindacale: “È vero che le auto possono essere prodotte senza la Fiom ma riteniamo che una componente, così importante, debba essere considerata come una parte integrante di un progetto di relazioni industriali da recuperare, per avere non tanto la pace sociale ma la tranquillità di un buon avvenire”.
Il senatore esclude infine la possibilità che non vengano fatti investimenti allo stabilimento di Mirafiori, come annunciato da Marchionne nel caso in cui al referendum (che si terrà a gennaio) vincessero i no: “Sa benissimo che i no non saranno più del 51%”.
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