Pagine

martedì 11 gennaio 2011

DA CASINI NUOVI SCENARI

L’intervista di Pier Ferdinando Casini al Corriere della Sera di ieri è importante per almeno due ragioni.
• È la prima vera risposta, positiva, all’invito di Silvio Berlusconi all’Udc di entrare nella maggioranza dei moderati.
• Il leader centrista riconosce che non c’è altro futuro per gli stessi moderati se non nel centrodestra attuale.
Addio, quindi a tutte le sirene e gli esperimenti di alleanze con il Pd e la sinistra.
Addio, anche, alle varie ipotesi di terzo polo, che come si è visto non esistono.
Addio, infine alla logica delle “spallate” antiberlusconiane: Casini non ci ha mai creduto, e ora da ex democristiano pragmatico ne prende realisticamente atto.
Naturalmente le parole di Casini contengono un po’ di politichese e di “condizioni”, senza le quali del resto non c’è trattativa. Ma sono molti di più i terreni di incontro esplicitamente individuati dal presidente dell’Udc.
Ne voglio indicare almeno quattro.
1) La proposta a Berlusconi di “una scelta di responsabilità e pacificazione”. Sono più o meno le parole usate dal premier stesso.
2) L’analisi positiva del cammino passato percorso assieme a Berlusconi; ed al contrario il bilancio fallimentare tracciato da Casini della sua “liason” con il Pd.
3) Nel concreto, il riconoscimento che l’Udc potrebbe appoggiare le riforme del governo, a cominciare dal federalismo, e senza chiedere come contropartita l’immediata introduzione del quoziente familiare (che anche Berlusconi vuole, ma per il quale occorre fare i conti con il bilancio).
4) L’elogio della politica economica del governo e di Tremonti, verso il quale, in passato, Casini non era stato tenero.
Siamo alla vigilia di una possibile svolta? Che come auspicato più volte riunirebbe tutti i moderati italiani che già si riconoscono nella famiglia dei Popolari europei, costituirebbe un elemento di chiarezza nel panorama politico italiano, rafforzerebbe ulteriormente la maggioranza ed il blocco sociale che la sostiene e ne viene rappresentato. E di sicuro offrirebbe anche a Casini ed ai suoi un approdo migliore e naturale di quello, incerto e innaturale, offerto finora dalla sinistra.
Ecco perché lui si prepara, dopo la batosta del 14 dicembre che gli ha procurato ferite lievi rispetto ai suoi nuovi alleati, per offrire da subito quella immagine responsabile di traghettatore della migliore opposizione nella maggioranza di oggi e in quella di domani.
E il terzo Polo? A voler essere generosi questa volta: Casini se lo tiene stretto più per scaramanzia che per convinzione e per utilità. Esso vivrà davvero e concretamente solo se Casini vorrà, ma è chiaro che il capo dell’Udc ne ha fatto unicamente la sua polizza nel caso che la situazione precipitasse verso un voto anticipato nel 2011.

Nessun commento:

Posta un commento