Pagine

venerdì 31 dicembre 2010

PISTA CICLABILE E PERCORSI NATURALISTICI

Un bel progetto è stato presentato e finanziato, si aspetta un'ultima certificazione per iniziare i lavori ad inizio anno. Il progetto è teso a riqualificare il BOSCO DIFESA GRANDE, con un centro visite attrezzato, con 4 percorsi naturalistici, e una bellissima pista ciclabile.
Il percorso per i velocipedi si estenderà per 2400 mt (dall’innesto con l’area parcheggio, in località "terra rossa", fino al Vivaio Comunale), in sede propria parallela alla Strada Provinciale" Annunziatela" n. 158. La pista è bidirezionale e con larghezza pari a 2.50 mt.
Il progetto presentato consiste nella riqualificazione di edifici presenti nel vivaio comunale che, allo stato attuale, hanno destinazione d’uso ufficio e deposito e vengono utilizzati dal personale impiegato nella gestione e manutenzione del vivaio. L’intervento consiste nella variazione della destinazione d’uso dei due edifici; in particolare, nell’edificio A verranno creati una sala audio visiva/convegni e un info-point, mentre, nell’edificio B, una reception/sala espositiva e due uffici.
Percorso n° 1 Sentiero di Belmonte
località di partenza e di arrivo: Area di parcheggio “terra rossa”
lunghezza totale: km 7,250
quota partenza: m 405
quota di arrivo: m 405
quota max: m 458
quota min.: m 400
pendenza max: 45%
tempo di percorrenza: h 3,0 (a piedi) h 1,0 (in mountain bike)
punto d'acqua: nessuno
fondo: Sterrato-sentiero
difficoltà: bassa (a piedi) media (in mountain bike)
Percorso n. 2 Sentiero dei due jazzi (jazzo Finocchio e jazzo Campanale)
località di partenza e di arrivo: Area di parcheggio cava rossa
lunghezza totale: km 12,5
quota partenza: m 405
quota di arrivo: m 405
quota max: m 452
quota min.: m 395
pendenza max: 45%
tempo di percorrenza:h. 5,30 a piedi h 2,30 in (in mountain bike)
punto d'acqua: nessuno
fondo: sterrato-sentiero
difficoltà: bassa
Percorso n° 3Sentiero dell’Annunziata
località di partenza: Centro visita
Località di arrivo:Sorgente torrente Annunziata
lunghezza totale: km 3,6 (andata e ritorno) km 4,0 con la deviazione
quota partenza: m 400
quota di arrivo: m 400
quota max: m 440
quota min.: m 400
pendenza max: 10%
tempo di percorrenza: h. 2,00
punto d'acqua:nessuno
fondo: Sterrato-sentiero
difficoltà: bassa
Percorso n° 4Sentiero dello Staturo
località di partenza: Centro visita
Località di arrivo: Centro visita
lunghezza totale: km 4,3
quota partenza: m 400
quota di arrivo: m 400
quota max: m 460
quota min.: m 400
pendenza max: 40%
tempo di percorrenza: h. 3,0
punto d'acqua: nessuno
fondo: sterrato-sentiero
difficoltà: media

Le tavole più rappresentative sono visionabili nella pagina BOSCO

giovedì 23 dicembre 2010

BUONA NATALE


Con l'augurio che questo NATALE possa illuminare le nostre menti ed aprire i nostri cuori, faccio i miei migliori auguri a tutti voi.

lunedì 20 dicembre 2010

LO SPORT IN PUGLIA

Il Consiglio regionale del Coni all’unanimità: i 500mila euro previsti per lo Sport nel bilancio di previsione approvato dalla Regione Puglia corrispondono a 12 centesimi per cittadino, ovvero il minimo di tutti i tempi in Puglia e tra tutte le regioni italiane


"BARI – La miseria di 500mila euro per tutto lo sport pugliese, circa 12 centesimi per cittadino rappresentano il minimo storico di stanziamenti da parte della Regione Puglia, e il minimo tra tutte le regioni italiane. Perfino Calabria, Basilicata e Campania stanziano per il settore somme di gran lunga superiori, per non parlare di Piemonte e Trentino che dedicano allo sport un’attenzione per noi inimmaginabile. L’Sos viene lanciato con un documento approvato all’unanimità dal Consiglio regionale del Coni, il massimo organo sportivo pugliese, dopo l’approvazione del bilancio di previsione da parte della Giunta Vendola.
La pressoché eliminazione dei finanziamenti per lo sport inciderà negativamente su migliaia di bambini e studenti che non potranno partecipare a progetti sportivi e migliaia di atleti pugliesi, penalizzati nelle loro attività sportive agonistiche.
Dopo il blocco totale nell’anno in corso - in cui a causa del patto di stabilità sono stati definanziati del tutto i capitoli per lo sport - nel 2011 la Regione Puglia intende dunque rafforzare il suo ultimo posto assoluto in Italia. Per il nostro territorio - ricorda il Coni - non vi sono mai stati precedenti così drammatici: neanche ai tempi della Giunta Fitto, quando furono previsti finanziamenti pari a 20 centesimi per ogni pugliese e il Coni avviò una campagna mediatica di denuncia. Ma per il 2011 l’attuale Giunta regionale è riuscita a fare di peggio. Testimoniando la sua scarsa attenzione per lo sport e il totale disinteresse da parte del Governatore Niki Vendola che, fanno notare i dirigenti sportivi pugliesi, in sei anni di governo non ha mai presenziato ad alcuna manifestazione sportiva, né partecipato ad alcun evento sportivo o socio-sportivo. “Insomma, sembra che la Giunta Vendola – commenta amaramente il presidente del Coni Puglia Elio Sannicandro – stia facendo di tutto per entrare nel Guinness dello Sport: ma in negativo”.
E oggi il settore, in cui si opera in un quadro di nobile volontariato, vive una situazione di grande disagio e preoccupazione. In Puglia – va ricordato – vi sono oltre 800.000 praticanti sportivi ed operano oltre 9.000 società che organizzano e promuovono lo sport per tutti, a vari livelli, senza differenze di età, di genere e di condizione socio-economica.
“Già da settembre - prosegue Sannicandro - con un documento firmato da tutte le istituzioni sportive rappresentate dal Coni abbiamo chiesto un incontro a Vendola per aprire una trattativa di concerto con l’assessora regionale Campese perché si prevedessero i necessari correttivi nell’assestamento di bilancio del 2010. Ma il Governatore non ci ha mai degnato di risposta”.
Dunque è ormai indispensabile un corposo ripensamento, chiede il movimento sportivo pugliese, per reperire almeno quel minimo di risorse economiche che evitino la scomparsa di società e la perdita di fiducia da parte di tanti dirigenti volontari, ora in grande difficoltà e che potrebbero cessare la loro preziosa attività di educazione, prevenzione e dedizione alla crescita culturale e sociale del territorio. Penalizzare lo sport significa impedire il recupero dei giovani dal disagio sociale ma soprattutto impedire ai bambini pugliesi di migliorare la propria qualità di vita."
A commento di questa notizia mi verrebbe da dire solamente: Questa è la considerazione che molti hanno dello Sport, ma parlando del Governatore Vendola (il sistema da esportare in tutta Italia) questo non basta. Purtroppo i fondi Regionali vengono declinati alla Provincia e ai Comuni, immaginate cosa arrivi a qusti ultimi in Puglia, ma questo non deve farci demordere, non deve farci impegnare di meno, anzi deve responsabilizzarci maggiormente, deve esserci di sprono per cercare di ottimizzare i fondi, ma soprattutto deve unirci nel grido di dolore e nelle azioni da intraprendere per sensibilizzare anche chi sensibile è solo a parole e per niente nei fatti (fondi Sport, ticket per le fasce deboli ecc..).

LENTAMENTE MUORE

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

P. NERUDA

domenica 19 dicembre 2010

IL TERZO POLO


Appena nato il Polo della nazione rischia di restare nell’incubatrice. La tattica – resistere a Berlusconi e non subire altre defezioni – ha temporaneamente unito Casini, Fini, Rutelli, Lombardo e altri; ma è la strategia a dividerli.
Casini vuole dialogare con il premier, ricambiato, e non far mancare al governo il sostegno responsabile su singoli punti, mentre Fini è già all’opposizione. Poi ci sono le divisioni tra Udc e Fli su laicismo, diritto alla vita, temi etici. Casini e i suoi non possono accettare la deriva presa da Fini, perfino i cattolici del Pd sono contrari.
E poi alcuni finiani si interrogano sulla razionalità di “aver lasciato una maggioranza dove eravamo sotto Berlusconi per stare in un cantuccio sotto Casini”. Per Alessandro Campi, che di Fini era il politologo, “l’errore capitale è aver annunciato il passaggio all’opposizione”. Tutte cose che non sfuggono né al mondo economico né a quello cattolico. Che su questo terzo polo non fanno affidamento.
La precipitazione con cui è stato varato il Partito della Nazione è il segnale evidente di una mossa tutta difensiva, concepita nel tentativo di blindare i parlamentari tentati di aggregarsi all'area di governo. Le basi del cosiddetto Terzo polo, insomma, sono costruite sulla sabbia, e il clima che si respira lo ha riassunto con una battuta Buttiglione quando ha detto: "O stiamo tutti insieme o ci impiccano uno per uno".
Insomma, i cento parlamentari messi insieme sommando Casini, Fini, Rutelli, Lombardo e Tanoni non sembrano destinati ad imprimere una svolta epocale alla politica italiana, e fa abbastanza sorridere Urso quando sostiene che "siamo forze di centrodestra che provengono da esperienze diverse e che da domani agiranno insieme nel Parlamento e nel Paese per costruire l’alleanza della nazione".
E' una visione, diciamo così, ottimistica delle cose, visto che in questo polo convivono un cofondatore del Pdl, un cofondatore del Pd oltre a un gruppetto di trasformisti abituati a farsi eleggere in uno schieramento e a passare subito dopo in quello avversario. C'è, poi, la questione della leadership: dopo la batosta parlamentare sulla mozione di sfiducia, il gioco lo sta conducendo Casini, con Fini relegato forzatamente in un angolo, e i toni in Parlamento si sono subito abbassati, con il Fli curiosamente passato dall'estremismo antiberlusconiano che sfoggiava quando era in maggioranza ai toni molto più cauti del dopo-fiducia.
Un cambiamento imposto da Casini, ma Fini quanto potrà reggere in un ruolo così subalterno? Le sue truppe sono già disorientate: c'è chi pensa di rientrare nell'unico centrodestra esistente, quello guidato da Berlusconi, e chi molto amaramente riflette sul fatto di aver scatenato un inferno politico per poi vedere lo stesso premier a Palazzo Chigi e il Fli all'opposizione con il concreto rischio di morire democristiano.
 La fiducia nel governo si spiega anche con il malessere esistente all’interno del Pd, dell’Udc e del Fli. Vi sono i cattolici delusi dalla deriva estremista e laicista del Pd; vi sono poi i delusi dell’Udc, come dimostra il nuovo movimento di Saverio Romano (Pid - Popolari di Italia domani); e ci sono infine i delusi del gruppo di Fini, che sta tradendo i capisaldi culturali di tutta la storia della destra italiana.
Tutto ciò è di buon auspicio. Le ragioni che hanno spinto un gruppo di deputati del Fli e dell’opposizione a votare la fiducia al governo, sono le stesse che possono spingere altri parlamentari ad avvicinarsi al Popolo della libertà, e a dare un sostegno decisivo al governo per completare il programma votato dagli elettori.

giovedì 16 dicembre 2010

SCONTRI NELLA CAPITALE


Uno degli eversivi arrestati pare che sia stato difeso da Mammina che e' pure avvocato......!?!
sti figli di buona famiglia!!!!!!!!!.
Parafrasando Pier Paolo Pasolini quando commento' gli scontri tra universitari e celerini a Roma negli anni sessanta: "i figli dei proletari sono i poliziotti. gli altri, sono figli di papa' che giocano.."

IL B DAY VISTO DAI GIORNALI

Corriere della Sera (Sergio Romano) - Berlusconi ha certamente vinto … Le dimissioni, se Berlusconi fosse stato costretto a presentarle, avrebbero permesso a Fini e a Casini di affrontare i negoziati per la formazione del nuovo governo da posizioni di forza. Il presidente del Consiglio si è impuntato, ha scatenato una sorta di controffensiva e ha segnato il punto. La vittoria non è travolgente, ma la sconfitta dei suoi avversari è indiscutibile. Fini, in particolare, dovrà chiedersi se la sua presenza al vertice della Camera non abbia contribuito a rendere la sua azione meno credibile e convincente …

Il Sole 24 Ore (Stefano Folli) - Sbaglia l'opposizione ad affermare che ieri alla Camera non è successo niente … Berlusconi ha conseguito un successo personale di cui è difficile non cogliere il risvolto politico. Ha sconfitto il rivale Gianfranco Fini, che ha avuto il coraggio di sfidarlo a viso aperto, ma anche la colpa di scegliere una strategia sbagliata. E oggi – secondo punto importante – il presidente del Consiglio può gestire da Palazzo Chigi la fase che si annuncia … Il vantaggio di Berlusconi consiste nell'aver dimostrato, grazie al voto di Senato e Camera, che non esiste in concreto alcuna alternativa di governo: esecutivo tecnico, di responsabilità nazionale, di armistizio o di transizione... Si è capito fin troppo bene che le varie opposizioni non sono oggi in grado di esprimere una prospettiva appena convincente … Quando il finiano Granata dice «da oggi renderemo la vita impossibile al cavaliere», non si rende conto di offrire al presidente del Consiglio e al suo alleato Bossi un ottimo motivo per portare dalla loro parte un certo numero di deputati di altre formazioni, oppure per chiedere lo scioglimento delle Camere …
Il Foglio (Giuliano Ferrara) - Chi ha organizzato la canaglia squadrista contro il Parlamento? Chi ha promosso i suoi slogan, oltre che i suoi pullman? Chi ha creato lo stato emotivo teppistico per un attacco a freddo alla vita democratica, mandando allo sbaraglio giovanotti attempati e carichi di libidine violenta? Queste sono le domande da farsi in queste ore. E le risposte non sono poi così difficili. I responsabili della guerriglia urbana, che per un miracolo non ha fatto vittime, e che si è accanita contro i simboli del vivere civile nella capitale della Repubblica, sono noti. Una sinistra imbevuta ormai di bolsa ma aggressiva retorica anti istituzionale, sulla scia di un ex poliziotto dalla vita difficile che lasciò tanti anni fa per una ambigua fuga verso la politica la magistratura, dopo aver contribuito in modo ancor oggi misterioso alla destabilizzazione della Repubblica dei partiti. E una borghesia priva di senno e di potere coesivo, che ha approntato il clima attraverso i suoi giornali, con una speciale menzione per la performance allarmistica e incitatoria del Corriere della Sera, che fingeva di scongiurare un clima giottino nel momento in cui 1o fomentava tra le righe.
Avvenire (Marco Tarquinio) - I conti alla fine sono tornati a Silvio Berlusconi e non a Gianfranco Fini. E il risultato è chiaro. Il presidente del Consiglio ha vinto, il suo antagonista presidente della Camera ha perso: nessun disarcionamento del premier, nessun ribaltone, nessuna crisi formalmente aperta … Il governo ha evitato una crisi al buio … E quest’Italia … avrebbe avuto e ha bisogno di tutto tranne che di una pesante precarizzazione del quadro di governo …
Italia Oggi (Sergio Soave) – …È facile descrivere la vittoria del premier come una vittoria di Pirro, come fanno i suoi avversari, ma in realtà quella che esce davvero sconfitta è la prospettiva di un ribaltone, che era di fatto alla base della scelta di presentare le mozioni di sfiducia … Quel che si voleva dimostrare con le mozioni di sfiducia era l'esistenza di una maggioranza alternativa almeno alla Camera, e questo obiettivo, che era soprattutto di Gianfranco Fini, è stato mancato … Il vero sconfitto di questa fase è il presidente della Camera …
La Stampa (Ugo Magri) - Fini voleva disarcionarlo, ha fallito. Adesso è Gianfranco a vedersela brutta, tanto da presidente della Camera … quanto da leader di un Fli che perde i pezzi …
Libero (Maurizio Belpietro) - Se avesse un briciolo di dignità, Gianfranco Fini non starebbe un minuto di più sulla poltrona di presidente della Camera. Se avesse davvero il senso dello Stato, tirerebbe la logica conseguenza di una sconfitta bruciante e inattesa. Se avesse la statura del leader, si renderebbe conto di aver trascinato l’istituzione che rappresenta in una lotta politica. Ma Gianfranco Fini non ha nulla di tutto ciò.
Il Riformista (Antonio Polito) - … Il voto di ieri alla Camera cambia le cose. E l’opposizione parlamentare … deve chiedersi perché il meglio congegnato attacco finora mai condotto a Silvio Berlusconi sia fallito.

Lo sciocco ha la risposta pronta: abbiamo perso perché il Caimano si è comprato un pugno di deputati … c’è una ragione politica più profonda della sconfitta: ed è che la somma di coloro che volevano far fuori Berlusconi non è stata mai capace di indicare, nemmeno per grandi linee, con che cosa voleva sostituirlo.

Il parlamento se ne è accorto, è scattato il si salvi chi può … Che cosa cambia dunque, per la sorte della legislatura, il voto di fiducia di ieri, seppur così risicato? Intanto cambia l’inerzia psicologica del duello tra Berlusconi e Fini: questa è la prima volta dall’estate del «che fai, mi cacci?», in cui è Fini a prendere una lezione di professionismo politico da Silvio, perdendo tre parlamentari per la strada, costretto stavolta lui a gridare al tradimento. Ma il voto di ieri cambia l’equazione anche in un senso più politico e importante, perché ha reso ancora più improbabile, e dunque ormai quasi impossibile, l’ipotesi che da questo parlamento possa uscire una maggioranza diversa da quella che si poggia su Berlusconi e Bossi …
La Stampa (La Jena) – La sinistra rassicurata nella sua identità: “E vai, abbiamo perso ancora”
Il Corriere della Sera (Massimo Franco) – Silvio Berlusconi … dopo avere umiliato Gianfranco Fini e il Fli nella resa dei conti parlamentare, ostenta calma e prudenza … È … cauto, quello che ieri ha presentato l'ultimo libro di Bruno Vespa: così cauto da non infierire sul presidente della Camera. Eppure, qualche punto fermo lo ha messo. Intanto, Berlusconi archivia qualunque alleanza con il Fli. Per lui il partito finiano non esiste più: possono esserci solo dei pentiti che ritornano nel Pdl. Secondo: l'asse con Umberto Bossi è più solido che mai. E il modo in cui il premier dice di discutere con Bossi lascia intuire un tandem convinto di rivincere le elezioni … Si è aperta una fase nuova, che il centrodestra sente di poter gestire con maggiore tranquillità, nonostante tutto.
La Nazione (Franco Cangini) – Mentre Fini declassa l’esito del voto a mero risultato aritmetico, appropriandosi della distinzione tra quantità e qualità del consenso cara al vecchio Pci … In Gran Bretagna, il premier ha il potere di ottenere lo scioglimento del Parlamento quando lo giudichi necessario e ne fa uso per tenere a freno ambizioni e riottosi … Il temperamento del combattente e l’alleanza della Lega, consentono adesso a Berlusconi un certo controllo sul suo destino …
Il Tempo (Mario Sechi) - Gianfranco Fini … ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare e invece di assaporare la vittoria, è stato segnato dalla sconfitta … Se avesse un po' di coerenza e rispetto per la carica istituzionale che ricopre, dovrebbe dimettersi. …Invece no. Ancora ieri s'è premurato di informare gli italiani che assistevano alla sua Caporetto che mai e poi mai lascerà lo scranno di Montecitorio… Berlusconi ha vinto la seconda battaglia (la prima era quella del 29 settembre) sul voto di fiducia e in due mesi ha incassato il semaforo verde per il suo governo. Sono fatti che pesano come macigni sulla vita politica … Fini si è autoscaraventato nel cono d'ombra dell'opposizione dura e pura e da questo momento è in un pollaio pieno di galli gelosissimi l'uno dell'altro …Fini può dare più fastidio a Bersani e Di Pietro che a Berlusconi.
La Stampa (Fabio Martini) – Fini si era votato ad una missione: “uccidere” politicamente Berlusconi. Tanto è vero che nelle ultime settimane, da presidente della Camera, non aveva esitato a prodursi in una escalation di esternazioni poco istituzionali e molto esplicite. E ora che l’assalto è fallito? …
Il Riformista (Tommaso Labate) - … A Gianfranco, la sconfitta di ieri fa male. Soprattutto perché sono state “futuriste” le defezioni che hanno consentito al blocco piedellin-leghista di sopravvive alle forche caudine della Camera … Fini ci mette un po’ a metabolizzare la sconfitta che lui stesso è costretto a decretare leggendo l’esito del voto alla Camera …
Italia Oggi (Pierluigi Magnaschi) - La gioiosa macchina da guerra di Gianfranco Fini si è infranta sul voto di sfiducia. Il bilancio politico di questa battaglia personalistica (vai via tu, che mi ci metto io) è catastrofico per il leader dei futuristi. In un paese normale (ma l'Italia non lo è) chiunque si dimetterebbe. Fini ha sbagliato tutte le mosse. …
Il Corriere della Sera (Francesco Verderami) - … Senza un accordo tra il Cavaliere e l’Udc non resterebbero però che le elezioni. Ecco perché il premier può contare su autorevoli sponsor, pronti a soccorrerlo nell’operazione. A parte il Quirinale, il fronte ostile alle urne comprende il mondo dell’impresa e del lavoro, spazia dal segretario della Cisl Bonanni alla presidente di Confindustria Mercegaglia, che ieri sottolienava che “per governare il Paese e varare le riforme serve una maggioranza significativa”…
Il Secolo d’Italia (Flavia Perina) - … Il solo dato "che consola" in questa giornata è l'essersi smarcati, ora e per sempre, da un Pdl che persino nel momento della vittoria è incapace di mostrarsi all'altezza di un qualsiasi centrodestra occidentale e di guardare oltre il proprio ombelico.

mercoledì 15 dicembre 2010

ORA COMINCIA UN'ALTRA STORIA

Doveva essere l’ultima spallata al governo Berlusconi. Quella che l’avrebbe precipitato nel baratro aperto dalle solite talpe sotto il terreno del centrodestra. La rivincita della sinistra, attraverso il connubio corrosivo tra l’ambizione frustrata e lo spirito di fazione. Invece, Berlusconi ha vinto. Non fuggiasco dal campo, come l’ostinato bluff dei prevaricatori gli intimava di fare, ma prevalso nella conta dei voti. “Vittoria di Pirro”, peggiore di una sconfitta, per l’arrogante Bersani. In realtà, una vittoria del metodo democratico, e l’inizio di una nuova storia.
La conferma del governo, tanto al Senato (con larga maggioranza) quanto alla Camera (di stretta misura), rimette in carreggiata la politica e dà un’occasione a quel che resta della legislatura. Il ricorso alle elezioni anticipate non è né desiderabile - poiché la tempesta finanziaria globale invita a una stabilità operosa - né inevitabile.
Nemmeno la Lega è così ansiosa di mettere all’incasso i suoi crediti da non essere disponibile al patto per le riforme proposto dal premier per dare un senso compiuto, nell’interesse del Paese, al secondo tempo della legislatura. Una decisiva prova d’appello attende tutti i moderati, quali che siano state le scelte che hanno messo a repentaglio la formula di governo, per riunificare la rappresentanza della maggioranza elettorale e allargarla senza confini che non siano quelli stabiliti dall’interesse nazionale.
La tenace resistenza opposta da Berlusconi a intimidazioni e allettamenti salva da se stessa anche l’opposizione di sinistra. Il Partito democratico era sul punto di lasciarsi trascinare in una crisi al buio, a cui non era stato in grado di dare l’orientamento di una proposta di soluzione. Indeciso a tutto: perfino in tema di una riforma della legge elettorale, che lo ha visto pronto a reclamare soluzioni su cui il suo stesso gruppo dirigente è in disaccordo.
Adesso la sinistra ha l’opportunità di fare i conti con se stessa e di dare un qualche senso alla pretesa di essere considerata forza di cambiamento. Se la sua scelta fosse invece “la guerra continua”, per continuare ad occultare la propria inconsistenza dietro lo schermo dell’antiberlusconismo, spinto fino al demenziale incitamento all’interferenza della Procura di Roma nel voto di fiducia al governo, si assumerebbe la responsabilità delle conseguenze.
La continuità della legislatura non può risolversi nel sabotaggio dell’interesse nazionale, nel blocco degli ingranaggi della politica. Chi determina le condizioni dell’appello agli elettori non ha il diritto di lamentarsi delle conseguenze.

Socrate

Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso