Corriere della Sera (
Sergio Romano) - Berlusconi ha certamente vinto … Le dimissioni, se Berlusconi fosse stato costretto a presentarle, avrebbero permesso a Fini e a Casini di affrontare i negoziati per la formazione del nuovo governo da posizioni di forza. Il presidente del Consiglio si è impuntato, ha scatenato una sorta di controffensiva e ha segnato il punto. La vittoria non è travolgente, ma la sconfitta dei suoi avversari è indiscutibile. Fini, in particolare, dovrà chiedersi se la sua presenza al vertice della Camera non abbia contribuito a rendere la sua azione meno credibile e convincente …
Il Sole 24 Ore (
Stefano Folli) - Sbaglia l'opposizione ad affermare che ieri alla Camera non è successo niente … Berlusconi ha conseguito un successo personale di cui è difficile non cogliere il risvolto politico. Ha sconfitto il rivale Gianfranco Fini, che ha avuto il coraggio di sfidarlo a viso aperto, ma anche la colpa di scegliere una strategia sbagliata. E oggi – secondo punto importante – il presidente del Consiglio può gestire da Palazzo Chigi la fase che si annuncia … Il vantaggio di Berlusconi consiste nell'aver dimostrato, grazie al voto di Senato e Camera, che non esiste in concreto alcuna alternativa di governo: esecutivo tecnico, di responsabilità nazionale, di armistizio o di transizione... Si è capito fin troppo bene che le varie opposizioni non sono oggi in grado di esprimere una prospettiva appena convincente … Quando il finiano Granata dice «da oggi renderemo la vita impossibile al cavaliere», non si rende conto di offrire al presidente del Consiglio e al suo alleato Bossi un ottimo motivo per portare dalla loro parte un certo numero di deputati di altre formazioni, oppure per chiedere lo scioglimento delle Camere …
Il Foglio (
Giuliano Ferrara) - Chi ha organizzato la canaglia squadrista contro il Parlamento? Chi ha promosso i suoi slogan, oltre che i suoi pullman? Chi ha creato lo stato emotivo teppistico per un attacco a freddo alla vita democratica, mandando allo sbaraglio giovanotti attempati e carichi di libidine violenta? Queste sono le domande da farsi in queste ore. E le risposte non sono poi così difficili. I responsabili della guerriglia urbana, che per un miracolo non ha fatto vittime, e che si è accanita contro i simboli del vivere civile nella capitale della Repubblica, sono noti. Una sinistra imbevuta ormai di bolsa ma aggressiva retorica anti istituzionale, sulla scia di un ex poliziotto dalla vita difficile che lasciò tanti anni fa per una ambigua fuga verso la politica la magistratura, dopo aver contribuito in modo ancor oggi misterioso alla destabilizzazione della Repubblica dei partiti. E una borghesia priva di senno e di potere coesivo, che ha approntato il clima attraverso i suoi giornali, con una speciale menzione per la performance allarmistica e incitatoria del Corriere della Sera, che fingeva di scongiurare un clima giottino nel momento in cui 1o fomentava tra le righe.
Avvenire (
Marco Tarquinio) - I conti alla fine sono tornati a Silvio Berlusconi e non a Gianfranco Fini. E il risultato è chiaro. Il presidente del Consiglio ha vinto, il suo antagonista presidente della Camera ha perso: nessun disarcionamento del premier, nessun ribaltone, nessuna crisi formalmente aperta … Il governo ha evitato una crisi al buio … E quest’Italia … avrebbe avuto e ha bisogno di tutto tranne che di una pesante precarizzazione del quadro di governo …
Italia Oggi (
Sergio Soave) – …È facile descrivere la vittoria del premier come una vittoria di Pirro, come fanno i suoi avversari, ma in realtà quella che esce davvero sconfitta è la prospettiva di un ribaltone, che era di fatto alla base della scelta di presentare le mozioni di sfiducia … Quel che si voleva dimostrare con le mozioni di sfiducia era l'esistenza di una maggioranza alternativa almeno alla Camera, e questo obiettivo, che era soprattutto di Gianfranco Fini, è stato mancato … Il vero sconfitto di questa fase è il presidente della Camera …
La Stampa (
Ugo Magri) - Fini voleva disarcionarlo, ha fallito. Adesso è Gianfranco a vedersela brutta, tanto da presidente della Camera … quanto da leader di un Fli che perde i pezzi …
Libero (
Maurizio Belpietro) - Se avesse un briciolo di dignità, Gianfranco Fini non starebbe un minuto di più sulla poltrona di presidente della Camera. Se avesse davvero il senso dello Stato, tirerebbe la logica conseguenza di una sconfitta bruciante e inattesa. Se avesse la statura del leader, si renderebbe conto di aver trascinato l’istituzione che rappresenta in una lotta politica. Ma Gianfranco Fini non ha nulla di tutto ciò.
Il Riformista (
Antonio Polito) - … Il voto di ieri alla Camera cambia le cose. E l’opposizione parlamentare … deve chiedersi perché il meglio congegnato attacco finora mai condotto a Silvio Berlusconi sia fallito.
Lo sciocco ha la risposta pronta: abbiamo perso perché il Caimano si è comprato un pugno di deputati … c’è una ragione politica più profonda della sconfitta: ed è che la somma di coloro che volevano far fuori Berlusconi non è stata mai capace di indicare, nemmeno per grandi linee, con che cosa voleva sostituirlo.
Il parlamento se ne è accorto, è scattato il si salvi chi può … Che cosa cambia dunque, per la sorte della legislatura, il voto di fiducia di ieri, seppur così risicato? Intanto cambia l’inerzia psicologica del duello tra Berlusconi e Fini: questa è la prima volta dall’estate del «che fai, mi cacci?», in cui è Fini a prendere una lezione di professionismo politico da Silvio, perdendo tre parlamentari per la strada, costretto stavolta lui a gridare al tradimento. Ma il voto di ieri cambia l’equazione anche in un senso più politico e importante, perché ha reso ancora più improbabile, e dunque ormai quasi impossibile, l’ipotesi che da questo parlamento possa uscire una maggioranza diversa da quella che si poggia su Berlusconi e Bossi …
La Stampa (
La Jena) – La sinistra rassicurata nella sua identità: “E vai, abbiamo perso ancora”
Il Corriere della Sera (
Massimo Franco) – Silvio Berlusconi … dopo avere umiliato Gianfranco Fini e il Fli nella resa dei conti parlamentare, ostenta calma e prudenza … È … cauto, quello che ieri ha presentato l'ultimo libro di Bruno Vespa: così cauto da non infierire sul presidente della Camera. Eppure, qualche punto fermo lo ha messo. Intanto, Berlusconi archivia qualunque alleanza con il Fli. Per lui il partito finiano non esiste più: possono esserci solo dei pentiti che ritornano nel Pdl. Secondo: l'asse con Umberto Bossi è più solido che mai. E il modo in cui il premier dice di discutere con Bossi lascia intuire un tandem convinto di rivincere le elezioni … Si è aperta una fase nuova, che il centrodestra sente di poter gestire con maggiore tranquillità, nonostante tutto.
La Nazione (
Franco Cangini) – Mentre Fini declassa l’esito del voto a mero risultato aritmetico, appropriandosi della distinzione tra quantità e qualità del consenso cara al vecchio Pci … In Gran Bretagna, il premier ha il potere di ottenere lo scioglimento del Parlamento quando lo giudichi necessario e ne fa uso per tenere a freno ambizioni e riottosi … Il temperamento del combattente e l’alleanza della Lega, consentono adesso a Berlusconi un certo controllo sul suo destino …
Il Tempo (
Mario Sechi) - Gianfranco Fini … ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare e invece di assaporare la vittoria, è stato segnato dalla sconfitta … Se avesse un po' di coerenza e rispetto per la carica istituzionale che ricopre, dovrebbe dimettersi. …Invece no. Ancora ieri s'è premurato di informare gli italiani che assistevano alla sua Caporetto che mai e poi mai lascerà lo scranno di Montecitorio… Berlusconi ha vinto la seconda battaglia (la prima era quella del 29 settembre) sul voto di fiducia e in due mesi ha incassato il semaforo verde per il suo governo. Sono fatti che pesano come macigni sulla vita politica … Fini si è autoscaraventato nel cono d'ombra dell'opposizione dura e pura e da questo momento è in un pollaio pieno di galli gelosissimi l'uno dell'altro …Fini può dare più fastidio a Bersani e Di Pietro che a Berlusconi.
La Stampa (
Fabio Martini) – Fini si era votato ad una missione: “uccidere” politicamente Berlusconi. Tanto è vero che nelle ultime settimane, da presidente della Camera, non aveva esitato a prodursi in una escalation di esternazioni poco istituzionali e molto esplicite. E ora che l’assalto è fallito? …
Il Riformista (
Tommaso Labate) - … A Gianfranco, la sconfitta di ieri fa male. Soprattutto perché sono state “futuriste” le defezioni che hanno consentito al blocco piedellin-leghista di sopravvive alle forche caudine della Camera … Fini ci mette un po’ a metabolizzare la sconfitta che lui stesso è costretto a decretare leggendo l’esito del voto alla Camera …
Italia Oggi (
Pierluigi Magnaschi) - La gioiosa macchina da guerra di Gianfranco Fini si è infranta sul voto di sfiducia. Il bilancio politico di questa battaglia personalistica (vai via tu, che mi ci metto io) è catastrofico per il leader dei futuristi. In un paese normale (ma l'Italia non lo è) chiunque si dimetterebbe. Fini ha sbagliato tutte le mosse. …
Il Corriere della Sera (
Francesco Verderami) - … Senza un accordo tra il Cavaliere e l’Udc non resterebbero però che le elezioni. Ecco perché il premier può contare su autorevoli sponsor, pronti a soccorrerlo nell’operazione. A parte il Quirinale, il fronte ostile alle urne comprende il mondo dell’impresa e del lavoro, spazia dal segretario della Cisl Bonanni alla presidente di Confindustria Mercegaglia, che ieri sottolienava che “per governare il Paese e varare le riforme serve una maggioranza significativa”…
Il Secolo d’Italia (
Flavia Perina) - … Il solo dato "che consola" in questa giornata è l'essersi smarcati, ora e per sempre, da un Pdl che persino nel momento della vittoria è incapace di mostrarsi all'altezza di un qualsiasi centrodestra occidentale e di guardare oltre il proprio ombelico.