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giovedì 17 marzo 2011

ANCHE FALCONE ERA PER LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

“È proprio dei regimi totalitari il concetto di voler considerare il pubblico ministero come un organo della giustizia, mentre in tutti i regimi liberali esso è considerato come un organo del potere esecutivo”. L'ha detto il costituente Giuseppe Bettiol e l'ha ribadito Giovanni Falcone, citandolo in un testo del 1989, "II pubblico ministero nel nuovo processo penale", (raccolto in "Giovanni Falcone: interventi e proposte (1982 - 1992)", Sansoni, 1994).
Nello stesso testo, Falcone osservava che "comincia a farsi strada faticosamente la consapevolezza che la regolamentazione delle funzioni e della stessa carriera dei magistrati del pubblico ministero non può più essere identica a quella dei magistrati giudicanti, diverse essendo le funzioni e, quindi, le attitudini, l'habitus mentale, le capacità professionali richieste per l'espletamento di compiti così diversi: investigare a tutti gli effetti per il pubblico ministero, arbitro della controversia il giudice.
Su questa direttrice bisogna muoversi, accantonando lo spauracchio della dipendenza del pubblico ministero dall'esecutivo e della discrezionalità dell'azione penale, che viene puntualmente sbandierato tutte le volte in cui si parla di differenziazione delle carriere. Disconoscere la specificità delle funzioni requirenti rispetto a quelle giudicanti, nell'antistorico tentativo di continuare a considerare la magistratura unitariamente, equivale paradossalmente a garantire meno la stessa indipendenza e autonomia della magistratura, costituzionalmente garantita sia per gli organi requirenti che per gli organi giudicanti".
Per dirla tutta erano tutti daccordo, anche il PD, ma adesso siccome l'ha proposta BERLUSCONI, allora non và bene a prescindere, e così non si rendono conto che stanno perdendo il polso del paese, perchè la gente è stanca di prese di posizione a prescindere senza nemmeno voler discutere.

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