Migliora, secondo l’indagine Bankitalia-Sole 24 Ore, il clima di fiducia delle imprese italiane. Ce lo fa sapere il quotidiano di Confindustria, nello stesso giorno in cui la presidente Marcegaglia lamenta la “solitudine” in cui verserebbe l’imprenditoria italiana. Fatto è che, fra quanti si alzano ogni mattina per fare impresa anziché politica, la percentuale di chi pensa che la situazione economica generale migliorerà o resterà uguale è cresciuta negli ultimi tre mesi (precedente rilevazione) dal 74,6 all’80,5%. E quindi, di pari passo, i “pessimisti” sono scesi dal 25 al 19%. Dati che vengono peraltro confermati oggi dalla crescita della produzione industriale.
Il sondaggio “confindustriale” ha riguardato 491 imprese con almeno cinquanta addetti e segnala una crescita dell’ottimismo concentrata soprattutto nella parte più produttiva del Paese. Nel Nord, infatti, il giudizio migliora in maniera più accentuata. In particolare per la crescita della domanda, a beneficio soprattutto nelle aziende con vocazione all’export e all’innovazione. Non a caso nella rilevazione il saldo positivo tra ottimisti e pessimisti in rapporto alla domanda estera risulta raddoppiato.
Ma cosa preoccupa di più gli imprenditori? Nell’ordine: il tasso di inflazione, i prezzi delle materie prime, il costo del lavoro, le condizioni di accesso al credito. La base imprenditoriale di questa indagine non pare essere affetta da alcuna sindrome da abbandono, che sembra invece affliggere i vertici burocratici di viale dell’Astronomia.
E’ ripartita intanto la produzione industriale nel mese di febbraio, mentre l’Istat rivede in positivo, alzandolo di oltre un punto percentuale, la crescita media del 2010, che in base ai dati corretti per gli effetti di calendario si attesta a +6,4% (contro il +5,3% indicato in un primo momento).
Quanto a febbraio, l’aumento comunicato dall’Istat è dell’1,4% rispetto al mese precedente e del 2,3% su base annuale (la media del bimestre è di 1,3%). Tra i vari settori spicca la crescita della produzione di macchinari, della metallurgia ma soprattutto della produzione di autoveicoli che fa segnare un +20%, un dato quest’ultimo che pare di buon auspicio per il mercato dell’auto che in questo mese, per la prima volta, non si confronta con le cifre “drogate” dagli incentivi statali del 2009/2010.
Che poco poco, la MARCEGAGLIA, vuole lanciare la volata a LUCA CORDERO?

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